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Diario
2 maggio 2012
EMILIO VEDOVA? NON LO VUOLE NESSUNO
EMILIO VEDOVA? NON LO VUOLE NESSUNO
A Venezia Emilio Vedova (1919-2006) è stato
santuarizzato con la esposizione permanente di molte sue grandi opere nel mega
spazio di una Fondazione ben mappata sulla Punta della Dogana, prospiciente la Giudecca, dopo essere
stato sepolto sull'isola San Michele prospiciente le tombe di Igor Stravinski (1882-1971) e Signora. In Exibart78
on paper (aprile/maggio 2012) è stato notiziato con questo titolo: EMILIO
VEDOVA? NON LO VUOLE NESSUNO. Poiché (…): “Il mercato di Vedova è fermo. Fino a
cinque anni fa se non avevi un Vedova non eri nessuno: una piccola opera di 50x70 cm degli anni 60 valeva
70-80mila euro. Ora si può tentare di venderla in Veneto: il suo è diventato un
mercato regionale”.
DOMANDE DI UN COLLEZIONISTA: A) - In che categoria
milita e gareggia il mercato degli altri artisti collezionati e mercanteggiati come“firme
feticce” venete, elencati sommariamente in ordine alfabetico qui di seguito: Edmondo Bacci, Mario De luigi, Bruno De
Toffoli, Ennio Finzi, Virgilio Guidi, Riccardo Licata, Gino Morandis, Bruno
Saetti, Giuseppe Santomaso,Tancredi? B) - In che categoria sono destinati a militare e
gareggiare Maria Baldan, Vittorio Basaglia, Franco Batacchi, Giorgio Celiberti,
Eulisse, Luciano Gaspari, Bruna Gasparini, Minassian, Armando Pizzicato, Gianmaria
Potenza, Vinicio Vianello, Carmelo Zotti? C) - E’ proprio
vero che “…per molti autori dell’Informale italiano la scena internazionale non
si è mai aperta”, Vedova et similia compresi, come sostiene l’art advisor Giampaolo
Olivieri intervistato da ArtEconomy?
| inviato da lampisterie il 2/5/2012 alle 12:40 | |
28 aprile 2012
DIGRESSIONANDO CON PAROLE DI GIACOMO CASANOVA
DIGRESSIONANDO
CON PAROLE
DI GIACOMO CASANOVA
Se tutte
le donne avessero lo stesso aspetto e lo stesso carattere, l’uomo non solo non
sarebbe mai incostante, ma nemmeno innamorato. Ne prenderebbe una, per soddisfare
il suo istinto, e se ne accontenterebbe per tutta la vita. Il mondo sarebbe
diverso. Ciò che ci tiranneggia è la novità: sappiamo che quel che le donne
nascondono è press’a poco eguale in tutte, ma ciò che mettono in mostra ci fa
credere il contrario. E tanto basta. Renitenti per istinto a lasciarci vedere
ciò che hanno in comune con le altre, ci forzano a immaginarle tutte diverse. (“Storia della mia vita”, tomo quarto, capitolo
decimo)
Rido
quando sento certe donne chiamare perfidi gli uomini che accusano di
incostanza. Avrebbero ragione se potessero provare che quando giuriamo loro
fedeltà abbiano intenzione di mancar di parola. Ma, haimè, noi amiamo senza
consultare la nostra ragione, la quale non interviene affatto nemmeno quando
smettiamo di amare. (“Storia della mia
vita”, tomo quarto, capitolo undicesimo)
| inviato da lampisterie il 28/4/2012 alle 8:39 | |
27 aprile 2012
OMAGGIANDO GIOVANNI RABONI
PER LA DIFESA DEI VERSI E DELLA
LETTERATURA
SIA
COPIATO E DIVULGATO QUESTO TESTO
DI PATRIZIA VALDUCA
Quello
che era per noi gioia e dovere ora è
abominio d’ignoranza e inganni. Il mondo letterario
mi fa orrore: ormai ci sono
solo i giornalisti. Non si sa
più cosa sia la cultura, perché la
fanno solo i giornalisti. Scrivono
scrivono scrivono…da sfinire l’infinito,
i giornalisti. Così le
librerie cosa le ingombra? La
prosaglia di tutti i giornalisti. ------------------------------------ ( “Il libro
delle laudi”, Einaudi Ed.)
| inviato da lampisterie il 27/4/2012 alle 11:19 | |
26 aprile 2012
DELL’AMPLESSO CONIUGALE DOVEROSO
DELL’AMPLESSO
CONIUGALE DOVEROSO
Una
lettrice del mio “Vulvaepistolarium” mi ha chiesto di scrivere dell’amplesso
coniugale di coppie giovani, doverosamente wikendificato ed eseguito, con le
dovute accortezze antifertilizzanti, per non handicappare iter professionali
precariamente intrapresi o non ancora ben tracciati.
Soddisfo i cosiddetta “desiderata” di questa mia lettrice che suppongo sia
giovane e in rapporto coniugale con un uomo che comincia a farsi considerare
inadeguato, scrivendo ciò che segue:
Il rapporto sessuale coniugale col passare del tempo diviene illusione dei
sensi coniugati , allorchè diviene routine copulatoria, poichè il piacere di
ogni amplesso doveroso non ha alcunchè da spartire con la goduria panica del
desiderio osceno e oscenizzante sconiugato e ogni volta nuovamente appagato
| inviato da lampisterie il 26/4/2012 alle 18:37 | |
25 aprile 2012
DEL “GRANDE AMORE” MITO SALVIFICO
DEL “GRANDE AMORE” MITO SALVIFICO
http://www.facebook.com/profile.php?id=1539771986
Considerandomi destinato a concludere in tempi brevi il mio già lungo vissuto,
straordinariamente connotato da incontri e scontri – sia positivi e fertili,
sia negativi e sterili - meritevoli di essere versificati, oppure narrati -
scrivo che il meglio delle mie creazioni letterarie edite e inedite - in versi
e in prosa - le ho ideate e generate durante il percorso di alcune tappe del mio tour esistenziale, per
contrastare l’amore che si ritraeva da me. Quale amore? Il “Grande Amore”:
"...passione consolatrice e derisoria illusione, carica umorale ed
elettrica o fulmine del destino", per dirla con parole di Julia Kristeva.
L’amore che mi risultava usurato e in rovina, pensandoci su. Costruibile e
decostruibile letteratureggiato come mito salvifico, però, attraverso me, fuori
di me, foriero di continua rinascita per la goduriosità di nuove emozioni e
stupefazioni.
| inviato da lampisterie il 25/4/2012 alle 13:51 | |
13 aprile 2012
PER L’IDENTIKIT DI UNA FACEBOOKAMICIZIATA OVER 35 SINGLE
PER L’IDENTIKIT DI UNA FACEBOOKAMICIZIATA OVER 35 SINGLE
Si autoproduce reddito attivandosi in (e per) uno studio
legale. E’ una lettrice ruspante di testi scritti occasionalmente anche da
Poeti. Ha ricevuto in dono libri che non ha ancora letto. Mitizzando la
straordinarietà e l'inconsueto, fantastica alternative esistenziali probabili
per una over 35 singletudinizzata suo malgrado. Si rapporta con un microcosmo
amicale e parentelale, in soggiorno culturale e sociale obbligato, buongiornandosi
quotidianamente. Posta foto che la ritraggono euforizzata e sorridente in
gruppo con compagne e compagni di bevute. Si autoanalizza rispondendo alle
domande di più quiz facebookpostati. Condivide link musicali eterogeni in gran
quantità. Scambia Tvb disinvolti amando il prossimo suo imparentato (e non)
come se stessa. Auspicando, comunque, la svirtualizzazione di rapporti
webizzati, per una reale conoscenza con reciproca produzione di differenza
esistenziale. DOMANDA: Chi è tra le mie (e le vostre) facebookamiciziate? ------------------ Postato anche in: http://www.facebook.com/groups/113312998679628/
| inviato da lampisterie il 13/4/2012 alle 9:17 | |
12 aprile 2012
AD USUM FACEBOOKAMICIZIE ATTIVE… UNA NOTA OPPORTUNA
AD USUM FACEBOOKAMICIZIE ATTIVE…UNA NOTA OPPORTUNA
Premesso che il Profilo di ogni facebookamiciziato/a
costituisce un "sistema di segni" la cui decodificazione consente
l'apprendimento di notizie relative alle interrelazioni sociali, all'attività
professionale, alla quotidianità famigliare, alla caratterialità,
all'immaginario diurno e notturno e a tant'altro del "Profilato". Mi chiedo e chiedo a ognuna delle mie facebookamicizie
attive: Come fare la differenza nella vita di entrambi, continuando a
scambiarci soltanto parole e attenzioni webizzate?
Dando per scontato, rebus sic stantibus, che: - non mi si addice lo chattericcio, né alcunchè del soltanto virtuale, impegnato
come sono a creare e alimentare quotidianamente rapporti reali, producendo
"differenza" esistenziale; - le mie Note in Facebook, sono esercizi scrittòri compiuti per essere
antologizzati in un libro che ha già per titolo “Zibal-Ròiss-done”, con altri testi
diversi scritti per esemplificare come non scriversi addosso riproducendo il
linguaggio parlato dai più per diarizzarsi narcisisticamente; - chiunque ha la possibilità di scrivere addosso a ognuna delle mie Note...
scrivendo commenti sapienziali.
Altre Note le scriverò per propiziarmi conoscenza reale swebizzata con reciproca
produzione di differenza esistenziale, facebookamiciaziato a chi porta sanamente
creatività condivisibile.
| inviato da lampisterie il 12/4/2012 alle 19:37 | |
3 aprile 2012
BARBA CI COVA (capitolo 3) Il Ridotto
BARBA
CI COVA (III)
Vuolsi così scrivere dell’arredo pilifero facciale greco antico e romano
imperiale
«Che barba!» è una esclamazione che esprime insofferenza, anche detta
o pensata da chi ha già letto i primi due capitoli e medita di non leggere
altro, perché si è convinto di avere acquisito abbastanza sapere barbesco,
tanto che potrebbe «far venire la barba» la lettura d’altra scrittura barbina.
Per continuare a leggere - http://www.ilridotto.info/it/content/barba-ci-cova-3
| inviato da lampisterie il 3/4/2012 alle 20:23 | |
2 aprile 2012
MAXI BUSINESS IN MINI LOCATION A VENEZIA
MAXI
BUSINESS IN MINI LOCATION A VENEZIA
A
Venezia è dotato di plus valore qualunque insediamento commerciale mirato a
soddisfare i cosidetta “desiderata“ di una utenza selezionata, a prescindere
dai metriquadri pavimentali che lo costituiscono, purchè risulti mappato in una
calle molto transitata, perchè iperbottegata per commerci varii, sul percorso
che conduce a una location museale meta sia del turismo massificato “guidato“
sia del turismo elitario selettivo e autosufficientemente motivato. Esemplare
in Calle de la Cortesia
e de la Mandola
l’allocazione di una mini libreria per bibliofili, in un contenitore la cui
pianta delinea un triangolo rettangolare con iper vetrina sulla facciata “ipotenusa“
lunga 6 metri,
e le pareti interne totalmente scaffalate e colme di libri ordinatamente
visibili sui due lati “cateti“ di metri 2 e metri 5, propaggine “retail“ della
libreria antiquaria Linea D’Acqua fondata nel 2002 da Luca Zentilini. Altrettanto
esemplare in Calle delle Botteghe la micro galleria (4 metriquadri) Giorgio
Mastinu Fine Art, generata nel 2008 da un mancato architetto veneziano d’adozione di origine
sarda, divenuto mercante di opere grafiche, disegni e pubblicazioni d’artista o
artistiche d’annata realizzate in pochi esemplari. Maxi
business in mini location a Venezia, quindi. Purchè non siano mini location
espositive come le tante mini gallerie allocate strada facendo in direzione del
Palazzo Grassi, presunto portatore di attenzioni e visitatori fertili che
transitano soltanto, invece, intrigati da altre attività esibite in altre
location: docet la Primo Piano
Venice Gallery slocata in Salizada San Samuele da gran tempo, dopo la gestione russo-italiana
del duo Ioulia Doudina & Elisabetta Cudicio.
ADDENDA:
mittente info@nuovaicona.org Venezia
Leggo da
qualche tempo i contributi, talora illuminanti, del sig. Rossi Roiss, riguardanti
vari tipi di sfruttamento di Venezia, e la sua osservazione spesso divertente
di svariate demenze veneziane. Non capisco
però attacchi a persone di valore, come il raffinato negozio di grafica di
Mastinu in calle delle Botteghe; o l’attacco alla “microlibreria” di calle
della Mandola. Solo perché gli spazi sono piccoli, capisco bene? Intanto,
quest’ultima è’ appendice e vetrina di un negozio ampio e confortevole prima
del ponte, a pochi passi; offre una bella scelta di libri su Venezia che il
visitatore non superficiale della città può gradire di trovare – dopo la
chiusura nel giro di tre anni delle librerie Tarantola, Fantoni e Sansovina,
mamma mia! Mi
permetta di chiederle amichevolmente: è disponibile lei a pagare gli affitti se
queste botteghe si trasferissero in spazi più grandi? Lei naturalmente sa bene
che affitti comanda Venezia. In calle
della Mandola è scomparsa la vecchia argenteria Brondino – questa sì è una cosa
che ci dispiace - faceva anche lavori artigianali; il problema, restando
ancora come esempio in calle della Mandola, non è davvero la micro vetrina
della libreria, ma i due negozi illuminati al neon che vendono borsette fatte
chissà dove (18 euro, l’ho vista io, una borsetta di pelle non può costare così
se non realizzata da schiavi). Quando chiuderà anche l’unico fruttivendolo che
c’è da Rialto al ponte dell’Accademia, e aprirà il terzo negozio di borsette,
allora sì che saremmo a posto! Spero di
leggere nei prossimi “post” una sua critica più costruttiva e – mi
permetta di dire – più rispettosa della professionalità delle persone che lei
ha infilzato in questo articoletto. Con
cordialità. Vittorio
Urbani - Nuovaicona Venezia
Non ho infilzato alcuno nè alcunchè. La mia
titolazione non attacca le persone e nel testo indico l'allocazione del Mastinu
in Calle delle Botteghe e della libreria in Calle de la Mandola aggettivandola
"esemplare". Altra libreria concluderà la sua esistenza il 30 giugno
prossimo in Calle de Fabbri (non è la Goldoni) e ciò non mi rallegra. Il post riproduce
un testo leggibile con altri cliccando questo link: http://www.rossiroiss.it/wordpress/a-venezia-ovviamente.
Riguarda il progetto di un libro intitolato “A Venezia … ovviamente!“
| inviato da lampisterie il 2/4/2012 alle 20:30 | |
19 marzo 2012
A VENEZIA… OVVIAMENTE! (100)
A VENEZIA…OVVIAMENTE
! (100)
A Venezia, l’editore libraio Giovanni Pelizzato
(Libreria Toletta) ha concepito un premio letterario intitolato “Veneziani e
Venezia”, al quale è consentito a chiunque di partecipare, previo esborso di un
contributo di 15 euro, con un testo che non superi le 10 mila battute, da
inviare entro il 31 agosto a veneziani@libreriatoletta.it
(sapendo che questo post conteggia 2 mila battute). Una giuria selezionerà tre
racconti che saranno pubblicati nella collana “I Tolettini”, tutti gli altri
saranno postati on line. Già
editore di numerosi libri che si accreditano con la parola Venezia nel titolo,
il Pelizzato ha scelto di attivarsi per incrementare il numero dei lettori che
acquistano libri che illustrano o raccontano i veneziani e la venezianità di
ogni tempo, compreso l’attuale: risultino essi novità editoriali originali,
oppure pubblicazioni divulgative del già noto. Docenti alcuni titoli già
utilizzati, come questi: Vita veneziana –
Viva Venice – Venezia enigmatica – Nero veneziano – Sakespeare a Venezia –
Leggende veneziane – Venezia in maschera – Sognare Venezia – La mia Venezia - I misteri di Venezia –
Veneziani (quasi) famosi –Venezia immaginifica – Venezia paradiso ritrovato –
Venezia mia. Ai
più speranzosi di essere pubblicati nella collana “I Tolettini”, per
prefigurarsi il destino dei loro eventuali “librini”, suggerisco di cercare nel
maremagnum cartaceo della Libreria “Acqua Alta” (in Calle Longa S.M.Formosa) tre
libri scarsamente venduti e invendibili, malgrado la loro titolazione
vennezianophila: “Venezia Zero” di Antonio Ruscello (Ed. Della Galleria 1985),
“Veneto segreto” di Gian Antonio Cibotto (Ed. Del Gazzettino, Venezia 1987) e
“Venezia XXI” di Renato Brunetta (Edizioni Free, Roma 2004). Per
quanto riguarda i titoli delle nuove narrazioni di veneziani e foresti
venezianologi, escluso “Emozioni veneziane” di Anna Castelli, già edito e in
promozione, suggerisco: Impressioni
veneziane – Delusioni veneziane – Disavventure veneziane – Ribalderie veneziane
- Turlupinature veneziane – Venezia
al taglio – Venezia spritz – Venezia smarrita – Venezia degradata - Venezia
tricolore- Vanaglorie veneziane – Illusioni veneziane – Vanità veneziane –
Finzioni veneziane – Millanterie veneziane – Venezia Veneland – Venezia
innevata – Venezia di notte – Venezia for ever – Venezia sexi. Disapprovando
Erezioni veneziane giudicato “becero“
persino da lettori deboli. Per
eventuali libri fotografici suggerisco questi titoli: Venezia disabitata – Cinesi made in Venice – Venezia vetrosa – Venezia invernale - Le residenze di musicisti a Venezia – Scenografie veneziane.
| inviato da lampisterie il 19/3/2012 alle 17:55 | |
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